Il Bonus Ricerca nel settore agricolo – Il nostro Case Study

 In Lab News

BONUS RICERCA: UN AIUTO CONCRETO ALLE IMPRESE … ANCHE NEL SETTORE AGRICOLO

Il Bonus Ricerca è un aiuto concreto alle imprese che investono in R&S ed è valido per qualsiasi tipologia di impresa e settore merceologico.
Ecco un esempio di come funziona il Bonus Ricerca applicato a una società cooperativa del sud Italia che opera nel settore agricolo.

Il Case Study è di una società agricola cooperativa attiva nel comparto dei prodotti ortofrutticoli, che segue una logica di rete ed è quindi promotrice di una filiera produttiva e commerciale. La mission aziendale punta all’offerta di prodotti surgelati tipici della dieta mediterranea e simbolo della tradizione alimentare italiana.

Ecco in dettaglio quali sono stati i calcoli che hanno portato l’azienda a ottenere il credito d’imposta mediante l’applicazione del cosiddetto Bonus Ricerca.

Nel 2015 l’azienda ha realizzato investimenti agevolabili pari a 181.000 euro, di cui:

 

1°gruppo di spese 2°gruppo di spese
Personale altamente qualificato e contratti di ricerca con università e organismi di ricerca Attrezzature e strumenti di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali
97.000 Euro 84.000 Euro
Aliquota 50% 25%
[/mk_table][/vc_column][/vc_row]

Le aliquote sono state calcolate a fronte degli investimenti effettuati nei periodi di imposta precedenti, in particolare:

Anno di investimento 1° gruppo di spese 2° gruppo di spese Totale investimenti
2012 13.000 38.000 51.000
2013 21.000 36.000 57.000
2014 36.000 39.000 75.000

Ai fini del calcolo della “spesa incrementale complessiva”, la media degli investimenti pregressi risulta essere complessivamente pari a circa euro 61.000 in quanto [(51.000+57.000+75.000):3].
Di conseguenza, la “spesa incrementale complessiva” corrispondente alla differenza tra gli investimenti realizzati nel periodo di imposta 2015 (euro 181.000) e la suddetta media di riferimento (euro 61.000) risulta essere di 120.000 euro, risultato da (181.000-61.000).
Per stabilire l’importo del credito di imposta spettante all’azienda è stato determinato separatamente per ciascun gruppo di spese “la spesa incrementale agevolabile”, rappresentata dalla differenza tra l’ammontare degli investimenti realizzati nel 2015 ed il valore di investimento medio realizzato nel triennio 2012-2014. Tale valore risulta essere di 23.000 euro, risultato da [(13.000+21.000+36.000):3] per il primo gruppo di spese e 38.000 euro, risultato di [(38.000+36.000+39.000):3] per il secondo gruppo di spese.

Di conseguenza, “la spesa incrementale agevolabile” relativa al primo gruppo di spese – corrispondente alla differenza tra l’investimento realizzato nel periodo di imposta 2015 (euro 97.000) e la suddetta media (euro 23.000) – risulta essere di euro 74.000 (97.000-23.000) e la “spesa incrementale agevolabile” relativa al secondo gruppo di spese – pari alla differenza tra l’investimento realizzato nel periodo di imposta 2015 (euro 84.000) e la suddetta media (euro 38.000) – risulta essere di euro 46.000 (84.000-38.000).
Tenuto conto che per entrambi i gruppi di spese vi è un incremento a cui è stata applicata l’aliquota agevolativa stabilita per il gruppo corrispondente.

Di conseguenza, il credito di imposta maturato che l’azienda ha potuto utilizzare a decorrere dal 1° gennaio 2016, ammonta complessivamente a euro 48.500 (74.000×50%=37.000 + 46.000×25%=11.500).
Ecco uno schema esemplificativo:

RIEPILOGO COSTI 2015 MEDIA TRIENNIO 2012 – 2014 INCREMENTO BENEFICIO
Personale Altamente Qualificato 97.000,00 23.000,00 74.000,00 37.000,00
Contratti di Ricerca 0,00 0,00
Attrezzature e strumenti di laboratorio 0,00 0,00
Competenze tecniche e privative industriali 84.400,00 38.000,00 46.000,00 11.500,00
TOTALE RICERCA E SVILUPPO 181.000,00 61.000,00 120.000,00 48.500,00
Certificazione della spesa a cura del collegio sindacale \ \ \ \
TOTALE COMPLESSIVO 181.000,00 61.000,00 120.000,00 48.500,00

Una particolarità riscontrata in questa azienda, riguarda il fatto che quest’ultima redige un bilancio di tipo infrannuale. Come si procede in questo caso?

Nel calcolo della media del triennio di riferimento occorre prendere in considerazione i costi sostenuti per le attività di R&S negli esercizi dal 01/07/2012 al 30/06/2013, dal 01/07/2013 al 30/06/2014, e dal 01/07/2014 al 30/06/2015. Il credito di imposta viene calcolato considerando i costi in ricerca e sviluppo sostenuti nell’esercizio dal 01/07/2015 al 30/06/2016.
Inoltre un’azienda che redige il bilancio infrannuale, alla luce delle modificazioni al credito di imposta introdotte dalla legge di stabilità 2017, potrà usufruire del credito di imposta per le attività di R&S sostenute fino all’esercizio 01/07/2020-30/06/2021.

Recommended Posts

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Not readable? Change text.

Start typing and press Enter to search